martedì 23 settembre 2008

Pathology


Regia: Marc Schoelermann
Durata: 1 h e 33 m
Il talentoso patologo Ted Gray (Milo Ventimiglia) si trasferisce lontano dalla fidanzatina (Alyssa Milano) per iniziare a lavorare in una prestigiosa università, dove farà la conoscenza di alcuni colleghi suoi coetanei che lo invischieranno in un torbido gioco privato.

Best

5 - Feci l'esame autoptico



"Non avresti dovuto recidere il condotto intestinale"
Cose che possono capitare durante la routine lavorativa quotidiana.

4 - Il folle in secondo piano


Unico momento volutamente surreale e sopra le righe di un film altrimenti pacchianamente serioso. Pochi intensi secondi.

4 - Jake Gallo (Michael Weston)



Che non sia la persona più equilibrata dell'istituto lo si intuisce fin dalla prima inquadratura, lanciando sospetti non privi di fascino sulla propria integrità morale. Catalizza l'attenzione grazie ad un aplomb discorsivo dalla accentuata cadenza inglese ma perde l'interesse di ogni buon presupposto con la progressiva banalità degli sviluppi.

2 - Zack!



Il defunto viene colto da spasmi postmortem e "si dimentica di essere morto" ma Gray usa il bisturi con pronta lucidità per reciderne le terminazioni nervose. La crudezza pone il corpo umano sul piano di mero oggetto e come tale viene trattato nel film; con simili basi di distacco emozionale il passo dal morto al vivente è talmente breve da non esserci.

1 - Gray's Anatomy



Resa rassicurante e famigliare da recenti film e serie-tv, l'anatomia patologica torna ad un'appartenenza disgustosamente malata e un po' morbosa, qui resa esplicita da autopsie che poco lasciano all'immaginazione. L'esposizione di ossa e viscere è più pretestuosa che funzionale ma l'insieme costituisce e determina una location soddisfacentemente riuscita.

Worst

5 - Sesso agitato non mescolato



Potrei anche passare sopra alla pruriginosità di fondo (donnine rigorosamente bisex e borghesucci strafatti dediti alla penetrazione occasionale) ma i pornosoft anni settanta erano pura avanguardia rispetto all'orrendo montaggio alternato con doppia copula tradizionale/trasgressiva. Se non altro danno una funzione di rapporto d'uso al personaggio di Alyssa Milano, altrimenti relegato a soprammobile da esporre in occasione di eventi mondani.

4 - Peter Petrelli


Senza superpoteri sembra spaesato, gira a vuoto facendosi coinvolgere in assurdi omicidi senza senso. Poi si mette a fare il brutale carnefice vendicativo con tanto di luciferina comparsata all'ombra delle fiamme. Personaggio scritto malissimo e recitato peggio; insoluto e ambiguo nella peggiore accezione del termine.

3 - Il contrappasso



Il dottorino timidone che per tutto il tempo è rimasto defilato ed escluso dai giochi riveste il ruolo del risolutivo colpetto di sponda. Aiuta il buono ad essere più cattivo del cattivone, mostrando risolutezza e sangue freddo impensabili. Credibilità prossima allo zero assoluto.

2 - I love you to the bones



L'autopsia all'amata vorrebbe trovare una via romantica insinuandosi fra nobili rimandi, tra Cronenberg (Crash) e Tsukamoto (Vital). Ma il confronto è deleterio oltre che dannoso. La sola sequenza con lui che flemmatico soppesa il cuore grondante sangue necessiterebbe di almeno due docce per lavarsi di dosso quel fastidioso senso di sporcizia dovuto alla visione di simile grezzume grossolano e villano. E la musichina triste! Oddio la musichina!

1- Neveldine & Taylor



I patologi fichetti giocano a chi è più bravo ad uccidere. Oltre alla logica dell'assunto (in questi stucchevoli pazzoidi è impossibile vedere il benchè minimo senso di sfida intellettuale).., non si capisce per quale motivo gli assassinati finiscano puntualmente sul loro tavolo operatorio. Poco importa. Importa invece il modo in cui i suddetti cadaveri vengono liberamente sminuzzati e fatti sparire. C'è un piano seminterrato in disuso con elettricità ed inceneritore privato. Tanto non li scopre nessuno, dicono i due sceneggiatori... E comunque Crank faceva schifo!

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